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Pubblicato 28 Gennaio 2014 Visite: 2193
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Quando mi chiedono da dove nasce la mia passione per l'arte la mia mente va sempre a ripescare un vecchio disegno di mio fratello Gaetano, più grande di me di cinque anni, che fece alle scuole medie. Si trattava di una città con dei palazzi alti totalmente invasa da degli insidiosi gatti. l'occhio andava a scovare tutti questi mici nascosti sotto le macchine, sopra i balconi che aggredivano sorprendendo il malcapitato che era a loro tiro. Ricordo anche mio padre che parlava di un dipinto, tutti lo ascoltavano, ma siccome ero troppo piccolo non riuscivo a capire. La curiosità mi faceva passare molto tempo davanti a quel quadro per capirne da solo il senso. Diventato più grande vidi per la prima volta Roma per fare visita a mio fratello Michele, di otto anni più grande di me e che viveva lì per studio. Vidi un disegno grandissimo che raffigurava una città fatta di palazzi. Tanti palazzi e tantissime finestre e balconi. Sembrava un disegno stile Mordillo. Io ci vedevo qualcosa di familiare. La città non poteva essere Potenza ma aveva la stessa struttura urbana e paesaggistica. Quest'anno, andando a casa di amici suoi, ho visto che avevano esposto dei suoi quadri e così ho scoperto che ha ripreso a disegnare, anzi per dirla come si dovrebbe, ha imparato a dipingere.

Mio fratello è un artista!?

Quando mi chiedono cos'è l'arte o come si fa a definire un'opera d'arte io dico sempre che non bisogna chiederlo a me o a un bravo critico d'arte, ma la risposta ce la dobbiamo dare da soli. Se non ci emozioniamo non possiamo dire che un dipinto non sia un'opera d'arte ma se ci emozioniamo allora siamo davanti a qualcosa che per noi è inequivocabilmente arte. Le opere di mio fratello mi emozionano e mi appartengono. Riesco a leggerle con la stessa emozione con cui Michele le ha dipinte. Nel dipinto della città, come scrivevo prima, rivedo la mia, la nostra città natale: Potenza. La vedo senza strade che mi ci portino, come un nido in cui ci si può arrivare solo in volo. Nessun aeroporto su cui atterrare ma una vivida fantasia con cui volare. Dietro la città montagne ancora più alte ed innevate, quasi a ricordare le Alpi. Le stesse che guardavo dal suo balcone quando si è trasferito a Monaco di Baviera dove attualmente vive e lavora. Sempre in giro per il mondo si lascia stupire dagli enormi grattaceli delle più grandi metropoli mondiali come dai più stretti e vecchi vicoli dei nostri paesi lucani. Ama la gente, gli anziani che torna a trovare dopo ogni suo lungo viaggio portando sempre un regalo ed una risata. Chi lo conosce può confermare, Michele porta sempre l'allegria a tutte le persone senza distinzione di età, razza o cultura. Una persona sempre nuova e sorprendente. Scoprirlo pittore oggi che compie 46 anni, per me che sono suo fratello e che mi spendo tanto per l'arte è davvero una grandissima sorpresa. Colgo l'occasione per fargli gli auguri e per ringraziarlo per avermi insegnato ad amare il mondo. Per avermi regalato tantissime cose anche se, non so perché, tra tutti i regali ho più a cuore il libro della Metamorfosi di Kafka e la lettura delle novelle di Pirandello prima di andare a dormire.

 

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