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Pubblicato 28 Gennaio 2013 Visite: 2870
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Facebook Leonardo da VinciSulla bacheca del Gruppo di Facebook dedicato a Leonardo da Vinci un giorno un ragazzo ha avuto l'idea di postare molteplici immagini della Gioconda reinterpretata in diversi aspetti ironici.

La reazione da parte di alcune garbate signore nei confronti di queste immagini non si è fatta attendere, come si può vedere dalle immagini qui pubblicate. Lyudmila, Ingegnere Russa, disapprova. Ama troppo Leonardo da Vinci, è addirittura intenta a tradurre il mio saggio Scibile Invisibile Proibito in lingua russa.

Effettivamente la Gioconda di Leonardo è stata da sempre oggetto di interpretazioni spesso provocatorie. La prima rivisitazione dell'opera in chiave ironica risale al  1919 per mano di Marchel Duchamp. 

Lo stesso Leonardo spesso Prendeva in giro le sue opere dissacrandole. Naturalmente per noi Leonardo è sacro! E guai a chi ce lo tocca. Chi dissacra la Gioconda, però, spesso non lo fa per ridicolizzare Leonardo, ma ha l'intento di dissacrare l'arte in generale. Per questo motivo le satire sulla Gioconda non riusciranno mai a lenire la sacralità di un'opera che rimane sempre un mistero straordinario. Persino le mie tesi sono state oggetto di satira. La cosa migliore da fare in questi casi è non arrabbiarsi e se è possibile riderci su.  La storia dell'arte è come la storia del mondo. Non possiamo decidere di omettere gli episodi che non ci piacciono, sarebbe come studiare la storia ignorando i periodi di guerra.

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

L.H.O.O.Q. è un ready-made rettificato realizzato nel 1919 dall'artista Marcel Duchamp.

Si tratta di una riproduzione fotografica della Gioconda di Leonardo da Vinci alla quale sono stati aggiunti provocatoriamente dei baffi e un pizzetto. Il titolo è sostanzialmente un gioco di parole, infatti le lettere L.H.O.O.Q. pronunciate in francese danno origine alla frase Elle a chaud au cul, letteralmente "Lei ha caldo al culo", che significa "Lei è eccitata". Come nel caso di altri ready-made, Duchamp ne ha realizzato diverse versioni, tra le quali anche L.H.O.O.Q. Shaved del 1965 nella quale appare la Gioconda senza baffi e la scritta in francese "rasée L.H.O.O.Q.".

L'opera può essere considerata, in pieno spirito dadaista, un atto di dissacrazione nei confronti dell'arte. Non a caso l'artista, o come amava definirsi con un suo neologismo, anartista, ha scelto per questa sua azione l'emblema dell'arte, il simbolo della pittura per eccellenza: la Gioconda. L'intento di Duchamp è quello di spogliare l'idea stessa da opera d'arte di quell'aura di sacralità che sempre l'aveva caratterizzata.

« La Gioconda è così universalmente nota e ammirata da tutti che sono stato molto tentato di utilizzarla per dare scandalo. Ho cercato di rendere quei baffi davvero artistici. » Marcel Duchamp.

 

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